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Questa sera ti penso e sorrido lo stesso.
Vado a mordere la vita.
La gente non può capire.
Io non posso spiegare loro.
Le parole comuni sono così inutili a volte.
Per natale vorrei un vocabolario di sguardi e sospiri.
Profumi e brividi.
Respiri e sensazioni.
Sussurri e dolci note.
Non posso di certo dire che la vita sia noiosa con Lui.
Mi ha fatto perdere due anni di vita stanotte!
E poi mi fa ridere, anche se la situazione era al limite tra il grottesco e il surreale.
Non vi stupite se non riesco a descrivervelo quando mi chiedete com'è.
Dice "sarebbe come chiederti di spiegare cos'è il jazz".
Sfogliando vecchi diari del liceo in cerca di tracce lasciate da I. per metterle nel suo cartellone di laurea, ritrovo due pagine in cui avevo annotato le frasi celebri del più grande professore di filosofia che ho avuto, Andassio.
Era un mito, ha cercato di cambiarci facendo il rivoluzionario e trattandoci male, ma non ci è riuscito perché eravamo veramente troppo stupidi per capire.
"Se voi siete qui sono cazzi vostri"
"Dietro un uomo stronzo c'è sempre una madre stronza"
"Potevano proprio prenderselo il papa gli spagnoli, bella roba ci hanno lasciato! Cosa ce ne facciamo noi di quel bel panettone Motta?"
"Butto fuori tutti quei rompicoglioni dei vostri genitori...io spero che ne vengano il meno possibile perché a me non fa assolutamente piacere"
"...e constatare che alla fine dell'anno nella vostra testolina c'è solo tanta cacchina"
"Sapienza non è sapere quanti peli ha nel buco del culo quel certo cantante"
"Voi siete delle bestie immonde, le galline dei pollai sono più informate di voi, siete i più imbecilli d'Europa!
"A un italiano puoi chiedere tutto perfino come scopa ma per carità non chiedetegli per chi vota"
"Siete sufficientemente coglioni per non capire"
"Ci siete con quegli occhietti persi tra l'ebete e l'infinito?"
"Cominciate a mettere via quelle penne se no ve le ficco su er il naso!" (non voleva prendessimo appunti, dovevamo scrivere di nascosto)
"La scuola italiana ormai è una merda e voi ci nuotate dentro"
"Allora io mi incazzo con tutti quegli stronzi dei miei colleghi che non capiscono che c'è una deficienza nella materia prima (noi)"
"Non sapete distinguere un pollo da mia nonna!"
"Siete tutti degli stronzi con la testa piena di aria fritta e siete lì solo per mangiare e cagare"
"Lo so che è sabato e che state pensando al bel piatto di cappelletti fumanti che la schiava vi sta preparando"
"Voi fate le ragazze serie, vi laureate (magari in legge che è la facoltà più bassa che ci sia con lettere) vi trovate un bravo ragazzo, lo sposate, cercate un buon lavoro (possibilmente maestrina così avete tutto il pomeriggio libero per preparare l'arrostino al maritino), fate 2 o 3 figli (il non plus ultra sarebbe un maschio e una femmina)...questa sì che sarebbe una vita perfetta!"
Io abito con una che:
"il lenzuolo puoi toglierlo perché ha detto che lo deve rilavare"
"perché?"
"perché l'altra volta che hai fatto la cacca dice che hai impuzzito mezza casa e lo vuole rilavare".
Mi sa che le sia sfuggito il particolare degli asciugamani con cui si asciuga la faccia nel bagno che usiamo regolarmente tutti i giorni!
Oggi le definizioni si sprecano...
Sei una cococo dell'amore.
In realtà non volevo scrivere un post così idiota perché mi sono intenerita a pensare a questa persona che stamattina si leggeva i miei messaggi tripli mentre sta completando la tesi.
Questa persona che da anni si sorbisce tutti i miei racconti di amori immaginari consumati nella mia testa da adolescente .
Che c'è sempre stata.
Anche la notte dell'11 gennaio 2004 quando l'ho chiamata alle dieci e mezza di sera (sapendo che già dormiva), tremante e balbuziente.
Anche quest'estate quando è venuta a trovarmi Angoscia.
Anche mentre rimandavo la laurea perché stavo ospitando Depressione nella mia stanza da un paio di mesi.
Anche quando ho fatto la mia prima grande fuga alle 5 di mattina sotto casa mia e con le valigie vuote nel baule (per simulare che partivo con lei e G., e non da sola).
Anche quando ai risultati dell'ultimo parziale di fisica di fronte a quel 9 (una perfetta escalation da un 15 e un 12) ci siamo guardate in faccia e siamo scoppiate a ridere.
Anche quando ho fatto quell'errore di cui non mi sono pentita e lei mi ha sempre appoggiata.
Anche quando D. mi ha finalmente baciata, dopo anni che lo desideravo.
Anche quando non è d'accordo con quello che sto facendo ma sa che se non lo provo sulla mia pelle mi privo del gusto della mia vita.
E quando poi torno sconfitta.
Stamattina mi auto-psicanalizzavo mandando messaggi a I., perché quando mi racconto a terzi mi vedo dall'esterno e mi rendo conto di che razza di incongruente sfacelo sono.
E le cose che mi hanno fatto incazzare o stare male per giorni interi, all'atto della confessione mi fanno ridere.
Tutto questo è psichiatricamente interessante, si direbbe quasi che soffro di sdoppiamenti della personalità.
Qualcuno direbbe che sono un bellissimo casino. In realtà mi sono inventata anche questo, ci risiamo!
Sara...tornando a quello che stavi scrivendo...dicevo, mentre riflettevo da sola con I. ammettevo l'ultima verità rivelata.
La mia psicologa mi ha risposto:
"Pensavo che quando De André ha scritto 'Verranno a chiederti del nostro amore' ha pensato a te..."
La Sara sentimentale ha pianto una lacrimuccia.
La Sara cinicoironica ha pensato al testo e ha concluso per la seconda volta in due giorni che è una cartina al tornasole della fortuna degli altri.